I scream | Nine Fingers One Toe

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Questo articolo è stato pubblicato il 03 giugno 2012 nella categoria do it yourself, kitchen

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I scream

” I scream, you scream, we all scream for ice cream” (cit.)

La stagione inizia ad essere quella in cui ogni volta che accendo il forno, contestualmente mi cospargo di sapone di Aleppo e mi preparo un tè alla menta; come a dire: sono pronta per il bagno turco.

Un po’ per questa ragione, un po’  perchè anche la gelatiera ha trovato fissa dimora sul piano di lavoro della cucina, se uno mi viene a trovare da adesso a settembre  è facile che si becchi del gelato fatto in casa.

Prima grande verità: gli elettrodomestici se non li vedi, non li usi.

Tirare fuori dalla scatola messa in un armadio un catafalco di 15 kg (l’attrezzo vintage è così: ha un certo spessore) ogni volta che lo si vuole usare equivale a farsi passare istantaneamente la voglia di gelato.
Così ci siamo risolti a farle spazio. Parecchio.

Seconda grande verità: la gelatiera (insieme all’impastatrice e alla macchinetta per tirare la sfoglia) dovrebbe entrare di diritto in ogni dotazione casalinga.
La nostra ha i suoi annetti (credo che abbia visto tutte le serie di Drive In), ma questo me la rende simpatica oltre che coetanea.
Delle volte facciamo insieme dell’ I REMEMBER -espressione personale per indicare il ricordo dei bei tempi andati-.

A Milo il gelato piace, alla persona alta pure. Da brava massaia mi son fatta due conti e per sedare la loro voglia di crema fredda dai gusti svariati avrei dovuto impegnare buona parte del bdgt familiare.
Volendo fare la hippie ad ogni costo, ci sarebbe anche la questione degli ingredienti e del controllo della produzione… ZZZZZ Boring!
Ne consegue che l’autoproduzione si è fatta importante.

Il gelato di frutta è senza uova, quindi più adatto ai piccoletti e alle gonna-be-mums, posto che la salmonellosi non risparmia nessuno: essendo una preparazione a freddo, con uova non pastorizzate, il rischio c’è.
Però in commercio si trovano anche ‘ovoprodotti’ pastorizzati, per gli amanti del gelato allo zabaione :)

Gelato di fragole – ingredienti per 800gr

- 300 gr di FRAGOLE mature
- 350 ml di LATTE INTERO
- 170 ml di PANNA FRESCA
- 100 gr di ZUCCHERO
- 1/2 LIMONE (solo il succo)
- 2 cucchiaini di FARINA di SEMI di CARRUBE

Servono anche 1 GELATIERA VINTAGE, 1 FRULLATORE, FRUSTE per montare la panna e CONTENITORI per conservare il gelato in freezer.
Aggiungo anche 1 SCOOPER, perchè ci tengo a fare il fenomeno.

E mo’? (ovvero: Che Fare?)

La questione è di una semplicità imbarazzante; l’unica cosa da tenere sotto controllo di questi tempi è la temperatura degli ingredienti…Tutto deve essere freddo di frigorifero. Detto ciò:

step 1) Ho frullato le fragole con lo zucchero ed il succo del mezzo limone. E ho messo in frigo.

step 2) Ho montato la panna in maniera che non fosse fermissima.

step 3) Ho aggiunto la purea di fragole alla panna tentando di evitare che quest’ultima tornasse allo stato liquido, quindi -come dicono gli esperti- mescolando dal basso verso l’alto. Non è necessario perderci ore: dieci secondi sono sufficienti.

Il vero problema del gelato fatto in casa è la conservazione perchè in freezer tende a ghiacciare e, consumato anche soltanto il giorno dopo, diventa immangiabile.
Questo, per lo meno, era quello che mi succedeva prima che scoprissi l’esistenza della farina di semi di carrube: è un addensante naturale che rende il gelato molto più cremoso e ne permette tranquillamente la conservazione. Si trova abbastanza facilmente nei negozi di alimenti biologici.

step 4) Come ultimo tocco, ho aggiunto al preparato la farina di semi di carrube usando l’intermediazione di un colino a maglie strette e mescolando contemporaneamente per evitare la formazione dei maledetti grumi (trattandosi di addensante, non si può scioglierlo prima. Sorry).
Roba che ti svolta la vita.

step 5) Ho versato tutto nel cestello della gelatiera (auto-refrigerante ed estraibile), settato il timer ai 45 minuti, schiacciato il pulsantone di accensione e fine.

Nel mentre che il rumorosissimo macchinario è in azione si può:
- simulare una guerra lampo con intelligentissimi bombardamenti aerei annessi
- cantare “Back for good” senza suscitare il ribrezzo degli astanti
- giocare al telefono senza fili urlando le parole anzichè bisbigliarle
- prenotare una visita audiometrica

last step) Il gelato è pronto. Io di solito ne faccio due porzioni (per me e Milo) da mangiare subito e con l’ausilio del fedele scooper divido il resto nei contenitori monoporzione con coperchio che ho trovato in un negozio di articoli cinesi per food delivery e take away. Geniali. Una pallina per contenitore e ho sistemato le merende per una settimana.

Ora, se uno ha invitato a far merenda anche i vicini di casa quest’ultimo punto si può anche saltare…

Prima di consumare il gelato conservato in freezer suggerisco comunque di tenerlo a temperatura ambiente per 5/10 minuti (dipende dalla caldazza).

Dopo essermi convertita al gelato homemade ho iniziato a guardare con estremo sospetto tutti quei gelati industriali che appena tirati fuori dal freezer sono strasupercremosi; ho scrutato la lista degli ingredienti in cerca di dosi massive di farina di semi di carrube: inesistente. In compenso c’è una lunghissima lista di roba che nel negozio di alimenti bio non si trova. Mah! Chiederò al negozio di materiali edili…

Ah, se poi uno vuol farsi il

Gelato Fiordilatte (dove il latte c’è davvero ed è fresco)

- 350 ml di LATTE INTERO
- 150 ml di PANNA FRESCA
- 80 gr di ZUCCHERO
- 1/2 cucchiaino di SEMI di VANIGLIA
- 1 spolverata di CANNELLA

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3 commenti

  1. Elena
    giugno 3, 2012

    *sto per svenire*
    voglio.

    gh.

  2. Marta
    giugno 27, 2012

    il gelataio simac! con un vago odore di bruciato subito dopo l’accensione (e poi per le successive ore, dopo lo spegnimento)…ah, l’estate dalla nonna (senza offesa).

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